Le abitudini sono comportamenti ripetitivi.
Sono modelli di comportamenti ricorrenti e spesso inconsci e si manifestano attraverso frequenti ripetizioni.
Sono inconsci perché non ci si rende nemmeno conto che si stanno facendo.
Il concetto di abitudine non è né positivo, né negativo… può diventare facile fare sempre la vittima e scaricare la colpa su qualcun altro, oppure viceversa, può diventare un’abitudine sentirsi responsabili della propria vita.
Ma il cervello, che fa tanti miracoli, non ha la capacità di discernere e di discriminare tra buone e cattive abitudini.
E qui scattano la nostra volontà e la nostra responsabilità.
Può diventare un’abitudine mangiare un dolce dopo ogni pasto, oppure dire NO, voglio mangiare sano ed ogni tanto mi concedo un dolce.
Le neuroscienze oggi ci insegnano su come si possono cambiare le abitudini… ci sono molti studi che ci indicano quali sono le strategie.
Le abitudini sono difficili da cancellare, ma si possono sostituire.
Quando penso ad un’abitudine che so che è dannosa e che voglio cambiare, non devo pensare a toglierla, ma devo pensare a sostituirla.
Fino a qualche tempo fa si pensava che bastassero 21 giorni esatti, al massimo, per liberarsi di una cattiva abitudine.
Uno studio dell’University College di Londra, ha spostato il limite di tempo necessario per modificare un’abitudine in 66 giorni, più di 2 mesi,
e forse non sempre bastano.